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24 marzo 2008

CineBook: Piccola ribelle

Parliamo di un bel fumetto uscito nel 2000, letto in tutto il mondo e pubblicato in Italia da Sperling e Kupfer in 4 volumi che, dietro le avventure di una bambina, srotolano la storia dell’Iran dalla caduta dello scià alla presa di potere degli ayatollah e gli effetti devastanti che ha avuto sulla sua vita (e sul paese) l’avvento dell’integralismo.
Le peripezie di questa ragazzina dal carattere ribelle, che all’avvento dei mullah è spedita in Europa dai genitori, sono state trasformate in un film d’animazione semplice, in bianco e nero, senza stupefacenti effetti grafici, che ha ottenuto il premio della giuria (ma forse meritava di più) all’ultimo festival di Cannes e apprezzamenti positivi in tutto il mondo.
La protagonista è una bambina sveglia, sempre pronta a contestare tutto, fanatica del movimento punk, degli Abba, dei Bee Gees ma anche attenta agli insegnamenti dei grandi, soprattutto dell’anziana nonna, donna dalla libertà di pensiero come norma di vita. Vivere a Teheran sotto le bombe e la dittatura dei pasdaran è un incubo perciò i benestanti genitori decidono di mandarla a Vienna per studiare dove, la pur tenace quattordicenne, troverà una vita resa non facile dalla solitudine, l’esilio, la diversità, ma in ogni modo libera.
Marjane Satrapi, in quest’autobiografica fiaba emozionante, dai tratti densi e spigolosi, ci fa sentire le difficoltà dell’esistenza di un’adolescente che vive il passaggio da una dittatura monarchica ad un integralismo religioso governativo.
Da adulta tornerà in patria, ma, dopo un breve periodo scandito da esperienze difficili, andrà di nuovo via, in Francia da dove probabilmente non farà più ritorno, almeno fino a che la situazione politica nel suo Paese resterà immutata, avendo sempre nei suoi pensieri quella frase che gli sussurrò suo padre quel lontano giorno che l’accompagnò all’aeroporto: ”Non dimenticare mai chi sei e da dove vieni”.
Alla prossima

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