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9 febbraio 2010

Avatar: la Calabria in prima fila.


Salve, faccio una breve deviazione in una rubrica che non mi compete, ma dopo aver visto Avatar, a mio parere bellissimo, non ho potuto fare a meno di notare che il direttore della fotografia è italiano, ma non solo addirittura della nostra stessa provincia, cioè di Marzi http://it.wikipedia.org/wiki/Marzi, un paese a pochi chilometri da Cosenza che ha dato i natali a Mauro Fiore, figlio di emigranti calabresi che ha trovato fortuna nel dorato mondo del cinema.
In breve una piccl presentazione tratta dalla sua pagina di Facebook:
Mauro Fiore nato a Marzi (Calabria),dai genitori Lorenzo Fiore e Romilda Carpino, lascia il paese alla tenera età di 7 anni esattamente nel lontano 1971, il padre Lorenzo, operaio lascia il paese emigrando verso Chicago dove i fratelli Ugo e Vincenzo Fiore lavoravano da un po', dopo numerose difficoltà che poteva vivere una famiglia emigrata in quel tempo, Mauro, nonostante il parere contrario dei genitori,decide di frequentare il Columbia College di CHicago ,li conosce l'allora poco noto Janush Kaminsky diventano amici,dopo gli studi i due partiranno per la California quasi a trovar fortuna,ritornando ciclicamente a distanza di anni, Mauro Fiore lavora come direttore della fotografia in campo internazionale, prevalentemente per il cinema statunitense, ed è membro dell'American Society of Cinematographers. Ha lavorato sempre dietro le quinte, come operatore di camera e tecnico luci(Schinderl's List), dagli anni '90 in poi ha iniziato a lavorare assiduamente come direttore della fotografia di film come La vendetta di Carter, Training Day, Smokin' Aces,L'Ultima Alba, e molti altri.
Adesso ci giunge notizia che è candidato all' Oscar come migliore fotografia per Avatar
We will Cross our fingers.
Saluti

15 luglio 2009

CineBook: Le Notti dello Statere ed. 2009

Ritorna “Le Notti dello Statere”, l’atteso evento cinematografico delle notti estive sibarite.
Luca Iacobini, presidente del Circolo Cinema Calabria, ci informa che l’edizione 2009 della rassegna cinematografica si terrà dal 23 al 24 luglio ai Laghi di Sibari (nell’area predisposta di fronte al Bar Mario).
Questo il programma:
il 23 - proiezione del film "Io non ci casco", ospite della serata l’attore e regista Pasquale Falcone;
il 24 - "Da domani mi alzo tardi", omaggio a Massimo Troisi, spettacolo tratto dall'omonimo libro di Anna Pavignano con musiche dal vivo e immagini inedite di Massimo Troisi.
Alle serate saranno presenti il regista Alessandro Piva e l'attore Luciano Scarpa.
Inizio spettacoli ore 21:00, ingresso gratuito.

Guarda il trailer.

24 marzo 2009

CineBook: Non c’è pace fra i limoni

Partendo da un fatto vero, il regista israeliano Eran Riklis, ci parla di una guerra (senza farcene vedere i brandelli di cadavere e le case sventrate) che, forse, non avrà fine finché si continueranno ad innalzare steccati come quello che nel film dovrebbe preservare il ministro della difesa israeliano da un possibile attacco alla sua villa da un giardino di fronte, unica fonte di sostentamento di una vedova palestinese. La battagliera donna non si lascia intimidire e si ribella, nei modi civili, rivolgendosi alle autorità militari, al tribunale civile ed infine alla Corte suprema, aiutata da un giovane avvocato.
Ma la disperata Salma deve arrendersi alla prepotenza dei più forti. Non è aiutata neanche dalla sua gente, preoccupata più di giudicare il suo “comportamento” che il torto da lei subito. Persino l’impegnato avvocato sfrutterà il caso più per le sue mire personali che per un vero senso della giustizia. Così, Salma, da dietro l’assurdo recinto imposto dai servizi di sicurezza vede i suoi limoni (nella storia vera erano ulivi) appassire giorno per giorno in attesa di essere sradicati come milioni di altre piante e migliaia di persone. Nel “Giardino dei limoni” però non c’è solo l’ineluttabilità della sopraffazione ma anche una speranza basata sulla solidarietà femminile. Come quella silenziosa della moglie del ministro che in un ultimo disperato tentativo di convincere il marito a desistere gli dice che “ci deve essere un’altra soluzione”, sentendosi rispondere che in tremila anni nessuno l’ha trovata. Forse può essere trovata dalla sensibilità di quelle madri che troppi figli hanno visto cadere.
Alla prossima.

Guarda il trailer:


A Rovito, questa sera alle ore 21:30, presso la Saletta Multimediale.
L’ingresso è libero.

18 febbraio 2009

CineBook: Quello che non tutti sanno è...

Può un tema come quello della privatizzazione dell'acqua diventare argomento per bambini? Niente di più facile e di più divertente, quasi come sfogliare "Lo sbronzo di Riace", il racconto illustrato che sarà presentato il 20 febbraio, alle ore 17:30, presso la Sala Conferenze del Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria.
Il fumetto, nato dall'incontro e dalla collaborazione di diverse realtà reggine, è tratto da un soggetto del c.s.o.a. "Angelina Cartella", sceneggiato e disegnato dall'Accademia del fumetto "ReggioComix", edito dal progetto autogestito "Autoproduzioni Appese".
Trentadue tavole per raccontare le peripezie del più giovane dei mitici Bronzi di Riace, ormai perennemente ubriaco perché costretto a bere soltanto vino, arrivato a costare meno dell'acqua, e dei suoi incontri con svariati personaggi, reali e immaginari, surreali e così veri: come PierPesce, a cui sono cresciute pinne spropositate a causa dei rifiuti tossici sversati nelle montagne e nei mari calabresi, o come Sgocc, una goccia d'acqua impegnata a salvare le sue sorelle dalla prigionia e dalla privatizzazione.
E ad ogni vignetta due personaggi, dai visi familiari e dal parlato tipicamente transalpino, sempre pronti a tassare i malcapitati protagonisti per ogni minima goccia d'acqua utilizzata, anche semplicemente sfiorata, a simboleggiare le grandi multinazionali che si impossessano delle nostre risorse.
Una storia ambientata a Reggio Calabria ma che interessa tantissime città italiane, coinvolte ormai nella follia della privatizzazione di un bene vitale come l'acqua.
Una storia per sorridere ma anche per riflettere su questioni importanti. Un graphic novel per bambini da lasciare in vista perché lo leggano anche gli adulti.
LO SBRONZO DI RIACE è pubblicato sotto Licenza Creative Commons. Tratto da un soggetto del c.s.o.a. "Angelina Cartella". Il coordinatore del progetto per ReggioComix è Antonio FEDERICO. La sceneggiatura è di Domenico LODDO. Le matite sono di Emilio AMADDEO. Le chine sono di Giusy MORABITO. L'illustrazione di copertina ed il progetto grafico sono di MELTEDMAN. Hanno collaborato Paolo SURACE, Giulia BIANCO e Giovanni BIANCO.

27 gennaio 2009

Per non dimenticare: meditiamo che questo è stato.

Auschwitz, Bergen-Belsen, Buchenwald, Mauthausen, Majdanek, Trebljnka: tanti dei sopravvissuti a questi luoghi di orrore si sono imposti di non parlare, di soffocare il loro dolore per il timore di non essere capiti o, peggio ancora, creduti.
Come Elisa Springer, sopravvissuta ad Auschwitz, che per 50 anni ha coperto il numero marchiato sul braccio con un cerotto.
Come Alberto Sed che dopo Auschwitz non è più riuscito a prendere in braccio un bambino per paura che qualcuno gli gridasse di lanciarlo in aria per colpirlo in volo: il gioco delle SS contro la noia delle domeniche nei lager.
Oggi più che mai, è necessario capire e ricordare che cosa sono stati i campi di sterminio per sperare che quell’indicibile orrore non si ripeta.
Il “Giorno della Memoria” crediamo che debba servire a non dimenticare a quali aberrazioni può condurre l’odio razziale e l’intolleranza.

> Due drammatiche scene tratte dal film "Il Pianista" di Roman Polanski
> Concorrenza Sleale, il trailer, un film di Ettore Scola

9 dicembre 2008

Cinebook: La speranza della tartaruga.

Noi, “Sibari(...ti...)inFestA-in the world”, abbiamo conosciuto l’ultima creatura di Pasquale Falcone all’inizio della sua gestazione.
Abbiamo anche provato a contribuire alla sua creazione in modo tangibile ma, una nevicata sul Pollino, ha bloccato e costretto a tornare indietro il pullman che stava portando le fiere comparse sibarite sul set cinematografico.
La “Sceneggiatura di un film non ancora girato”, come recita il sottotitolo, viene presentata al Teatro Comunale di Cassano Allo Ionio il 6 maggio 2007 all’interno della manifestazione “Cinema Calabria Show”.
“La mongolfiera” è la casa editrice, con sede nel nostro territorio per chi non lo sapesse, che ha pubblicato il volume nella collana cinema.
Io non ci casco, racconta la storia di un ragazzo di 17 anni che a causa di un incidente stradale cade in coma profondo irreversibile. Questo dramma darà modo ai genitori separati di riavvicinarsi e agli amici di esprimersi come sono realmente con le loro paure, ansie, speranze e desideri. La stanza dell’ospedale diventa un ritrovo degli amici del protagonista ed il letto, una sorta di confessionale. Si racconta uno spaccato dell’adolescenza dei ragazzi del nostro tempo, per capirne i problemi, le ansie, le paure, le aspirazioni e le speranze.
La sfida del regista sta nel fare un film rivolto soprattutto ai ragazzi, scritto con loro ed interpretato da molti giovani attori non professionisti affiancati da alcuni famosi interpreti fra cui Maria Grazia Cucinotta, Ornella Muti ed il dj Claudio Coccoluto nel ruolo di se stesso.
Un film rivolto ai ragazzi non è detto che debba lasciare indifferenti gli adulti, anzi, visionarlo insieme può servire a capire le problematiche rappresentate o perlomeno a discuterne, anche di quel finale aperto.
Alla prossima.

Ps: il film sarà presente alla prossima rassegna de “Le notti dello statere”.

Guarda il trailer

14 novembre 2008

Cinebook: Studenti ribelli

In perfetta sintonia con lo spirito di questo spazio, come gia fatto altre volte, parliamo di un film tratto da un libro, così da potersi dedicare alla lettura e/o alla visione a seconda dei gusti o delle circostanze.
Per ovvi motivi, legati alla diversità degli strumenti, un film non rispecchia quasi mai perfettamente i contenuti del libro da cui è tratto. Questa volta, il film di Laurent Cantet è la rielaborazione fedele del romanzo La Classe di François Bégaudeau, edito da Einaudi: racconto in prima persona di un professore alle prese con una classe multirazziale di adolescenti difficili, provocatori ma anche deboli ed indifesi.
L’autore del libro è anche co-sceneggiatore del film ed attore principale, nella parte dell’insegnante che è visto, non nel ruolo pedagogico, ma come guida alla conoscenza del mondo ed all’apprendimento delle regole di convivenza civile. In questo finto documentario si indaga sulle relazioni umane che si instaurano dentro le mura scolastiche dove i 25 componenti di questa classe, etnicamente eterogenea, sono continuamente stimolati a confrontarsi e mettersi in gioco. L’insegnante non è mai saccente o severo anzi, gli allievi spesso sono colti di sorpresa dalla sua pazienza che, però vacilla, quando qualche adolescente mette in discussione i suoi metodi.
La pellicola si stende lungo tutto l’anno scolastico, dal primo all’ultimo giorno di scuola, consigli di classe e di disciplina compresi.
La classe - entre les murs è stata “promossa” con lode e Palma d’oro al festival di Cannes.
Alla prossima

P.S.: Auspichiamo che anche oggi -14.11.2008- siano “promossi”gli studenti che si recano a Roma (con insegnanti e genitori) per rivendicare il diritto ad una scuola migliore e per tutti.

Guarda il trailer.

15 settembre 2008

CineBook: L’utopia della sicurezza

“La fabbrica dei tedeschi”, il film-documentario di Mimmo Calopresti presentato a Venezia 2008, vuole denunciare il dramma delle morti bianche che ogni giorno si ripete nei luoghi di lavoro. Il fenomeno è così tragicamente ampio da portarci all’assuefazione e forse proprio per questo i media dedicano all’argomento spazi sempre piu’ limitati.
La tragedia della ThyssenKrupp, avvenuta nella notte fra il 5 ed il 6 dicembre 2007 a Torino, aveva trovato spazi straordinari sui giornali ed in televisione (quale migliore occasione per mettere su un bel talk show di mezza sera!). Dopo un po’ parlare di operai che lavorano 14 – 18 ore al giorno, morti carbonizzati, non alza piu’ l’indice di ascolto per cui la sicurezza sul lavoro continua a rimanere una utopia.
Con questa pellicola, Calopresti elabora quel dramma e lo approfondisce attraverso le interviste, svolte per mesi, ai famigliari ed amici delle 7 vittime.
Il film inizia con alcuni attori che interpretano i familiari delle vittime, fra cui Valeria Golino e Monica Guerritore che impersonano con grande emotività una moglie ed una madre.
Dalle commoventi interviste del regista vengono fuori immagini di ragazzi che entrano in fabbrica con l’entusiasmo dei giovani e “dopo vent’anni sono ancora lì, con la loro stanchezza e i sogni perduti”.
Alla vigilia della proiezione riservata ai familiari delle vittime, il film ha avuto uno strascico polemico: la madre di una delle vittime chiedeva che la straziante telefonata fatta dal figlio al 118, poco prima di morire carbonizzato, fosse cancellata.
Calopresti si è reso disponibile ad accogliere le richieste, ma, nel rispetto della sensibilità di chi è stato colpito da quest’immane tragedia, crediamo che forse sarebbe stato piu’ corretto, da parte sua, far vedere il film ai familiari prima della proiezione alla mostra.
Speriamo che quelle grida disperate possano servire a scuotere le coscienze di tutti per rendere i posti di lavoro piu’sicuri e ad avere contratti che anziché essere dei ricatti, garantiscano veramente il lavoratore e, forse, cesseranno di esistere vomitevoli salotti televisivi atti a camuffare la realtà dell’inferno lavorativo.
“Povera Patria”, è la canzone di Battiato che si ascolta nel film, oltre a “Il cielo di Torino” dei Subsonica.
Alla prossima.

Guarda il trailer.

28 agosto 2008

CineBook: Leone 2008

Non potevamo continuare la vacanza ed ignorare uno degli avvenimenti cinematografici piu’ importanti dell’anno, la 65ma Mostra del Cinema di Venezia.
I primi tre giorni del festival vedranno protagonisti Gorge Clooney e Brad Pitt come interpreti del film d’apertura “Burn after Reading” dei fratelli Coen, come ospiti al fastoso ricevimento di beneficenza ed infine nelle vesti di semplici Vip-spettatori alla proiezione del documentario, con party notturno a seguire, sulla vita di uno, forse, ancora piu’ Vip di loro: Valentino.
Immaginiamo torme di fans, fra il Lido e La Fenice all’inseguimento dell’ultimo autografo!
A noi basterà vedere il film, quando sarà in distribuzione nelle sale, come speriamo che possano esserlo tutti gli altri, in concorso e non.
Invochiamo questa speranza perché non sempre i film presenti alle mostre, di solito belli ed interessanti, magari realizzati con capitali limitati da registi sconosciuti, trovano una distribuzione.
Per questo invitiamo i responsabili ad essere un po’ piu’ coraggiosi perché non succeda che film come “Il vento fa il suo giro” corra il rischio di non essere mai proiettato in una sala cinematografica.
Sicuramente vedremo presto nelle sale, oltre al già citato film dei fratelli Coen, quello del regista giapponese Takeshi Kitano “Achille e la tartaruga” e “Bird Watcher” di Marco Bechis.
Quelli appena citati appartengono alla categoria dei registi di cui andiamo a vedere il film anche senza sapere il titolo, gli attori, la trama e quanto altro.
Altre pellicole in concorso: ”L’Autre” di Patrick Mario Bernard e Pierre Trividic, “Plastic City” di Yu Lik-wai, “Nuit de chien” di Werner Schroeter, “Paper Soldier” di Aleksey German Jr. per citarne solo alcune di quelle in concorso di cui forse ne parleremo in maniera piu’ approfondita in futuro.
Poiché questa edizione della Mostra è stata accusata, all’estero (Der Spiegel), di essere troppo patriottica perché ospita molti film italiani, 11 di cui 4 in concorso, ne citiamo solo quello di Pupi Avati “Il papà di Giovanna” e di Ferzan Ozpetek “Un giorno perfetto” ma, non possiamo nascondere di essere molto contenti per la felice stagione che sta attraversando il cinema italiano.
Riteniamo che l’arte non ha nazionalità e se un film merita, deve essere premiato di là della sua provenienza, se poi è italiano ci fa ancora piu’ piacere.
Credo che anche a Berlino e a Cannes la pensino in questa maniera!
Alla prossima.

Guarda il trailer del film “Un giorno perfetto” di Ferzan Ozpetek.

16 luglio 2008

CineBook: Le Notti dello Statere ed. 2008

Noi che amiamo parlare di film, non possiamo che accogliere con entusiasmo il calendario della edizione 2008 de “Le Notti dello Statere” che è diventato l’atteso evento cinematografico delle notti estive sibariti.
Il sogno è che questo evento possa crescere ogni anno di piu’, come sta crescendo il cinema italiano che negli ultimi tempi è tanto apprezzato e premiato all’estero.
Poi, se a Sibari, fosse possibile vedere un film anche in altri periodi dell’anno (non si pretende una moderna sala, va bene pure un cine-club) saremmo tutti un po’ piu’ felici, anche quelli che, bambini molti anni orsono, scoprirono la bellezza del cinema nella sala del dopolavoro che d’estate apriva le porte per il caldo e così, chi abitava di fronte, si replicava i dialoghi delle scene che aveva visto la sera prima, stando sul balcone di casa.
Su per giu’ alla fine degli anni settanta il cinema di Sibari fu chiuso.
Chi, nei prossimi giorni, andrà all’Arena dei Laghi, potrà vedere le pellicole brevemente descritte.


“Rosso come il cielo” - Una favola moderna ispirata alla storia vera di Mirco Mencacci, un bambino che coltiva segretamente la sua passione, coinvolgendo altri bambini alla riscoperta dei propri sogni e della propria creatività.
Da adulto diventerà uno dei migliori montatori del suono del cinema italiano.


“La ragazza del lago” - Un film sull’Italia di oggi che analizza il dolore e le evoluzioni dei rapporti umani.
Il commissario Sanzio, ottimamente interpretato da Toni Servillo, è inviato in un paese del nord Italia per indagare sulla scomparsa di una bambina di sei anni. Durante le indagini, il commissario scopre un altro delitto, quello di una ragazza bellissima ritrovata morta in riva al lago.
Dietro l'apparente quiete del paesino si nascondono segreti e terribili verità.


“Amore, bugie & calcetto” - Una brillante commedia in cui i sette protagonisti maschili si incontrano sui campi duri degli oratori, fra tackle, falli di mano, arbitri cornuti, pali e imprecazioni per poi ritirarsi negli umidi spogliatoi ad esibire le pancette o a confessare certi inconfessabili affondi.


Alla prossima.

7 luglio 2008

CineBook: C’era una volta e c’è ancora

Il politico piu’ longevo della storia repubblicana Italiana.
Ha mosso i primi passi della sua carriera insieme ai padri costituenti, ha presieduto sette Consigli dei Ministri e vari ministeri, ha attraversato “tangentopoli” senza scomporsi neanche un capello e due anni fa ha “rischiato” di essere eletto alla presidenza del senato. Per la verità, la carica mancata che, forse, gli brucia maggiormente, è la piu’ alta: la Presidenza della Repubblica. In quel remoto 1992, però, il sistema che lo aveva visto fino ad allora protagonista non se l’è proprio sentita di eleggere il politico piu’ discusso nel momento in cui la mafia dichiarava guerra allo Stato.
Si afferma che sia custode di un archivio che solo nominarlo faccia rabbrividire chiunque pensi di attaccarlo.
Il suo nome viene in mente ogni volta che si parla di Ambrosoli, Calvi, Sindona, persino Gaspare Pisciotta (cognato del bandito Giuliano), per nominare solo alcuni personaggi la cui fine è sempre rimasta avvolta nel mistero….o forse in quel famoso archivio!
Ha attraversato indenne un processo per mafia.
Niente lo ha mai smontato, ma, dopo l’uscita de “Il Divo” ha rotto il muro dell’indifferenza definendo il film “una mascalzonata!” tradendo così una certa insofferenza verso qualcosa che, forse, soffiava qualche nube sui “migliori anni della nostra vita”.
Stiamo parlando dell’ultimo lavoro di Paolo Sorrentino, premiato al Festival di Cannes, con una magnifica interpretazione di Toni Servillo che riesce a far capire benissimo chi è uno dei piu’ oscuri protagonisti della politica Italiana. Altrettanto bravi sono gli altri interpreti che impersonano la corte dei miracoli al seguito del “papa nero” in un periodo della sua lunga e misteriosa carriera politica.
Alla prossima.

Guarda il trailer.

2 giugno 2008

CineBook: Da gomorra a gomorra

“O stai con noi o contro di noi”. E’ questa una delle frasi (in napoletano stretto, come tutto il film ovviamente sottotitolato) che può sentirsi dire un ragazzo di Scampia: la più grande rivendita mondiale all’aperto di cocaina, come ci mostra benissimo Gomorra, film di Matteo Garrone che ha ricevuto il gran premio della giuria al recente festival di Cannes.
Non era facile estrapolare un film dal mastodontico romanzo-documentario di Roberto Saviano dal successo inaspettato: 1 milione e 200 mila copie vendute in Italia e tradotto in 33 lingue.
Il regista, con la macchina da presa sulle spalle, è riuscito a farci entrare nei meandri più bui e degradati delle “vele” di Scampia, facendocene uscire con lo stesso stato d’animo in cui può trovarsi un sopravvissuto ad un bombardamento, con i relativi suoni e frastuoni a far da colonna sonora.
Dall’immenso materiale del libro sono stati estrapolati cinque episodi, di più sarebbe stato difficile, che fanno vedere benissimo tutte le facce della criminalità organizzata che realizza affari stratosferici in settori dove lo Stato dovrebbe avere il massimo controllo (scuola, lavoro, raccolta rifiuti per citarne alcuni) e invece, latita.
I “lampadati”, depilati e impomatati ras del quartiere trovano manodopera a basso costo nei ragazzi sbandati che, visti i modelli di riferimento, hanno come massimo obiettivo un piercing o un tatuaggio nell’attesa di entrare a far parte del gota camorristico, sempre che non calpestino i piedi di chi sta più in alto, nel qual caso il valore della vita diminuisce drasticamente.
Grande interpretazione di Toni Servillo nell’episodio dove non si vedono armi da fuoco bensì bombe silenziose che, salvando un posto di lavoro da una parte, minano subdolamente la vita di intere famiglie da un’altra. In questo passo viene fuori come la delinquenza riesca a vestire l’abito buono dell’imprenditoria criminale per inserirsi in quella zona grigia dove, cronaca giudiziaria degli ultimi giorni, il confine fra legalità ed illegalità e molto indefinito.
Molto bravi tutti gli altri attori, specialmente Ciro e Matteo che nel film si chiamano come nella vita, uno fruttivendolo con qualche comparsa in altri set, l’altro muratore e debuttante attore, abili a rappresentare scene che in certi quartieri non vedranno mai su una pellicola (a Scampia non esiste una sala cinematografica) ma, certamente nella vita quotidiana.
Alla prossima.

Guarda il trailer


Gomorra e Roberto Saviano: intervista alle Iene

25 maggio 2008

CineBook: Alla Fiera del Libro (parte seconda)


Una delle poche cose di cui siamo certi è che non esiste una categoria della conoscenza umana di cui non si parli in almeno uno dei tanti e tanti volumi che sono concentrati in questo spazio.
Ci abbandoniamo alla curiosa esplorazione di un viaggiatore che vede scorrere davanti a se un paesaggio mai visto.
Non siamo alla ricerca di qualcosa di preciso, ma, vaghiamo tra i banchi lasciandoci affascinare da ogni genere di volume che può stuzzicare un qualsiasi nostro remoto interesse (a volte con sadismo).
Ecco un banco dove troviamo libri sui popoli: tomi giganti su Micenei, Goti, Turchi, Etruschi, Bretoni, Celti, Minoici, Franchi, Germani.
Viaggiamo dalla Patagonia all’Alaska, dalla Mongolia al Portogallo e infine ci soffermiamo su “Valtellina Valchiavenna e Grigioni” antica cartografia dal XVI al XVIII secolo (Silvia Bianchi); passiamo oltre “La peste in Piemonte” (Massimo Centini), attratti da “Un popolo di formiche” (Tommaso Fiore), reportage in forma epistolare dove l’autore invia a Piero Gobetti delle corrispondenze che raccontano il sud, rappresentando un’ideale anticipazione del “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi.
Fra cani, gatti, orsi, tigri, coccodrilli l’occhio si posa su “Il mio corpo non è un albergo! Giro turistico fra i parassiti” (Nicola Davies, Neal Layton) che dal titolo capiamo di cosa possa parlare indi prendiamo in mano “L’equilibrio degli squali” (Caterina Bonvicini) scoprendo trattasi di un romanzo e non un manuale di psicologia sugli animali in oggetto, come abbiamo creduto! Immaginando che i protagonisti non siano proprio dei filantropi, andiamo oltre.
Reparto storie.
“La lunga storia della scuola secondaria” (Antonio Santoni Rugiu) libro pedagogico.
“Storia sociale dell’automobile in Italia” (Federico Paolini): parlerà per caso di crisi e rinascita di qualche industria italiana? Di attrazione e repulsione verso uno status simbol che crea molti problemi ambientali ed ecologici? Non lo sapremo mai! Salvo che non lo si legga.
“Il podio celeste” (Pietro Angelini, Germana Mamone): storia dell’educazione fisica e dello sport in Cina. Questa è un’altra storia.
Ritorniamo a viaggiare: “Nel chiuso di una stanza con la testa in vacanza” (Franca D’Agostini), dieci lezioni sulla filosofia contemporanea. AH!
Ci si imbatte anche in qualche banco che offre musica: dal blues al jazz, dalla classica alla new age, dalle campane tibetane all’arpa celtica.
L’amore per la musica ci spinge a sfogliare “L’oboe e il clarinetto” (Antonio Pizzuto, Lucio Piccolo) per scoprire che è un carteggio (1965-1968) fra i due autori: genere letteratura italiana, collana poesie.
Non osiamo immaginare di cosa può trattare “Yggrasill” (Gianluca Macuni).
Essendo l’ultimo giorno di fiera, ci rendiamo conto che si avvicina l’orario di chiusura quando spuntano gli scatoloni dove, molto amorevolmente, i librai depositeranno le loro creature che ancora non hanno trovato una sistemazione.
Mentre ci avviamo all’uscita, affamati, non solo di letture, mettiamo a fuoco un ultimo titolo: “Non è possibile vivere felici seguendo Epicuro” di Plutarco che avrà avuto sicuramente dei grandi ideali ma noi, in questo momento, solidali con Epicuro, riusciamo ad essere felici soltanto pensando ad una pizza che, trascinandoci il nostro zaino stracolmo, non vediamo l’ora di divorare.
Alla prossima.

16 maggio 2008

CineBook: Alla Fiera del Libro (parte prima)

Andare alla fiera del libro per noi è come per un bambino goloso entrare in una pasticceria oppure per un amante del buon vino in un’enoteca; infatti, ci siamo ubriacati di libri ma, andiamo per ordine.
Innanzi tutto per andarci non basta solo l’entusiasmo per una gita scolastica ma soprattutto una buona preparazione atletica ed un adeguato equipaggiamento che parte dalle scarpe adatte, diciamo, alla scalata del Monte Bianco, abbigliamento a “cipolla” per far fronte alle zone artiche e alle fasce equatoriali, zaino tattico, scorta d’acqua e riguardo al cibo, meglio tenersi leggeri.
Una volta dentro ci muniamo di guida per seguire le varie presentazioni, relazioni e convegni che ci interessano e mappa topografica per evitare di girare per ore sempre intorno allo stesso stand.
Perché noi, li vogliamo vedere tutti…….. vorremmo!
Proprio tutti è difficile, la condizione atletica non sempre è al top, per cui saltiamo le grosse case che possiamo trovare con maggiore facilità altrove.
Siamo curiosi di scoprire quelle case editrici poco conosciute anzi, che non pensavamo neanche che esistessero oppure andiamo a cercare quelle che proprio qui abbiamo conosciuto e con le quali abbiamo un rapporto familiare e dove spesso troviamo le stesse persone, come il salumiere di fiducia che ti dice ”prendi questo che è buono”.
Ciò che fa perdere la ragione è la varietà di volumi, tomi, opere, manuali, trattati, saggi, romanzi, fumetti, riviste e altro ancora puoi trovare alla fiera del libro!
Programma alla mano fra un convegno, una presentazione e un incontro ci organizziamo la nostra escursione nella foresta di carta che cercheremo di raccontare appena ci saremo ripresi.
Per ora ci accontentiamo di un breve resoconto fotografico.
Ci preme una nota. Su quest’edizione ha soffiato la polemica sulla nazione ospite, Israele, di quanti invitavano a boicottare in difesa del popolo Palestinese. Noi crediamo che fosse stato meglio ospitare entrambi gli Stati, la qual cosa avrebbe, forse, contribuito a sostenere i difficoltosi trattati di pace; cosa che abbiamo cercato di fare noi, molto umilmente, con la nostra partecipazione.
Alla prossima.

10 maggio 2008

CineBook: "Il Pieghevole", aperiodico di letteratura e arte

Un nuovo foglio di letteratura e arte nasce in Calabria, frutto della collaborazione tra Giovanni Spedicati, editore della Mongolfiera, Maria Credidio, responsabile della Biennale di Arte Contemporanea Magna Grecia di San Demetrio Corone, Salvatore La Moglie, scrittore, Gianni Mazzei, narratore, saggista e poeta, Salvatore Genovese, scrittore e poeta, Paolo Pellicano e Alfredo Bruni, de La Colpa di Scrivere.
Ne Il Pieghevole, si pubblicheranno testi e immagini accuratamente selezionati dai curatori, che daranno molta importanza al valore intrinseco dei lavori proposti, piuttosto che al rigore formale o alla tecnica. La pretesa è solo quella di raccogliere piccoli messaggi, che giungono da chi ha qualcosa da dire, nella convinzione che qualcuno in ascolto, c'è sempre.
Il numero zero è stato approntato in occasione del centenario della nascita dello scrittore Raoul Maria de' Angelis. Contiene un testo di Gianni Mazzei, che con sottile ironia ripercorre la vicenda del presunto, e quasi certo, plagio, che Camus operò ai danni dello scrittore calabrese, e una poesia del de' Angelis.
Per info: ilpieghevole@alice.it

22 aprile 2008

CineBook: Gli ultimi possono diventare i primi

Miscelando ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, l’autore di questo saggio atipico invita gli ultimi della classe a non disperare.
Daniel Pennac, diversi anni fa, in “Come un romanzo” aveva enunciato i diritti imprescindibili del lettore, che partendo dall’analisi della disaffezione alla lettura da parte delle ultime generazioni (e non solo) affrontava il problema di come stimolare i giovani non tanto alla lettura fine a se stessa quanto al piacere di essa. Noi, lettori fluttuanti ne abbiamo fatto il nostro credo.
DIARIO DI SCUOLA (ed. Feltrinelli), il nuovo libro di Pennac, risultato di quattro anni di lavoro, esalterà gli ideali di noi studenti discontinui.
Il saggio affronta il tema della formazione scolastica dalla parte di quegli alunni scaldabanchi, “svogliati” e “fannulloni”, che faticano ad imparare e a capire ma, secondo l’autore, hanno semplicemente paura di non saper rispondere.
Attraverso aneddoti divertenti e vicende personali l’autore, non nascondendo il suo passato da ultimo della classe, invita a riflettere sulle disfunzioni della scuola, sul ruolo dei genitori e della famiglia, della televisione e degli insegnanti, categoria che conosce bene facendone egli stesso parte.
Si capisce che questo libro è dedicato oltre che agli studenti anche ai professori che hanno un ruolo così rilevante nella maturazione dei ragazzi e soprattutto devono alimentare il desiderio di conoscere, sollecitare la fantasia e spalancare la mente, perché la società cambia, ma i giovani di oggi, come quelli di ieri, al contrario dei piu’ logorati luoghi comuni, sono sempre animati da un’inesauribile sete di sapere.
Alla prossima.

24 marzo 2008

CineBook: Piccola ribelle

Parliamo di un bel fumetto uscito nel 2000, letto in tutto il mondo e pubblicato in Italia da Sperling e Kupfer in 4 volumi che, dietro le avventure di una bambina, srotolano la storia dell’Iran dalla caduta dello scià alla presa di potere degli ayatollah e gli effetti devastanti che ha avuto sulla sua vita (e sul paese) l’avvento dell’integralismo.
Le peripezie di questa ragazzina dal carattere ribelle, che all’avvento dei mullah è spedita in Europa dai genitori, sono state trasformate in un film d’animazione semplice, in bianco e nero, senza stupefacenti effetti grafici, che ha ottenuto il premio della giuria (ma forse meritava di più) all’ultimo festival di Cannes e apprezzamenti positivi in tutto il mondo.
La protagonista è una bambina sveglia, sempre pronta a contestare tutto, fanatica del movimento punk, degli Abba, dei Bee Gees ma anche attenta agli insegnamenti dei grandi, soprattutto dell’anziana nonna, donna dalla libertà di pensiero come norma di vita. Vivere a Teheran sotto le bombe e la dittatura dei pasdaran è un incubo perciò i benestanti genitori decidono di mandarla a Vienna per studiare dove, la pur tenace quattordicenne, troverà una vita resa non facile dalla solitudine, l’esilio, la diversità, ma in ogni modo libera.
Marjane Satrapi, in quest’autobiografica fiaba emozionante, dai tratti densi e spigolosi, ci fa sentire le difficoltà dell’esistenza di un’adolescente che vive il passaggio da una dittatura monarchica ad un integralismo religioso governativo.
Da adulta tornerà in patria, ma, dopo un breve periodo scandito da esperienze difficili, andrà di nuovo via, in Francia da dove probabilmente non farà più ritorno, almeno fino a che la situazione politica nel suo Paese resterà immutata, avendo sempre nei suoi pensieri quella frase che gli sussurrò suo padre quel lontano giorno che l’accompagnò all’aeroporto: ”Non dimenticare mai chi sei e da dove vieni”.
Alla prossima

Guarda il trailer.

1 marzo 2008

CineBook: Sangue sul Rio Grande


“Non puoi fermare quello che sta arrivando”.
Feroce western contemporaneo dei fratelli Coen, girato nell’area semidesertica tra Texas e New Mexico, dove bande rivali di spacciatori si inseguono e si ammazzano a bordo di jeep.
C’è il povero disgraziato dall’animo buono che, tentato da un mucchio di soldi si mette nei guai e deve fuggire dal raggelante criminale, superbamente interpretato da Javier Bardem (con un singolare parrucchino e una maniacale attenzione alla pulizia delle scarpe!), c’è l’anziano, rassegnato ma resistente uomo della legge Tommy Lee Jones che…”ero sceriffo in questa contea quando avevo 25 anni"… e tanti altri personaggi cupi o comuni la cui vita può dipendere dalla faccia di una moneta.
C’è la polvere, il sangue, il terrore, ma”Non è un paese per vecchi” non è un film violento bensì un film che ti fa riflettere sulla violenza.
Un film che ti tiene attaccato alla poltrona per tutta la sua durata e ti fa uscire dalla sala con lo stomaco aggrovigliato.
La colonna sonora, costituita dal rombo di un motore nella notte o dall’ansimare di un uomo inseguito da gente non propriamente socievole o dal sordo sbuffo di un’arma ad aria compressa quando non sono raffiche di fuoco o dai passi lenti e ritmati in un buio corridoio di un motel sperduto nel deserto, da’ al film una connotazione realistica.
Le quattro statuette portate a casa, avendo avuto otto nominations, premiano un film di qualità che scava a fondo nel bene e nel male.
La voce fuori campo iniziale è importante per la comprensione del seguito…….lo abbiamo capito alla fine!
Alla prossima

Il trailer.

22 febbraio 2008

CineBook: Candidati autori


Quali requisiti bisogna aver per pubblicare un libro?
Parliamo anche di libri, l’avevamo detto!
Innanzi tutto bisogna avere voglia di comunicare qualcosa.
Ovviamente decide chi scrive cosa esprimere e il modo in cui farlo.
Se poi chi legge non ne condivide lo stile o i contenuti, pazienza!
Se ne può discutere. Dopo aver acquistato il libro! E lettolo (almeno la recensione, per sapere di che parlare).
Ma andiamo con ordine, esiste un passaggio fondamentale nella vita di un libro: la pubblicazione.
Al di là delle fatiche, delle capacità, delle intuizioni dell’autore è indispensabile trovare un editore.
Su questo vogliamo riflettere e possiamo farlo piu’ ampiamente con l’aiuto di due volumi da poco pubblicati dall’editore Terredimezzo.
Il primo è “Voglio fare lo scrittore” Consigli per aspiranti autori in dieci interviste a editori e agenti letterari, di Davide Musso.
Il secondo è “Esordienti da spennare” Come pubblicare il primo libro e difendersi dagli editori a pagamento, di Silvia Ognibene.
Scopriamo che cos’è una casa editrice, un’agenzia letteraria , i criteri adottati per pubblicare un manoscritto e molti consigli per presentarsi davanti ad un editore.
Scopriamo come i grandi gruppi pesino sempre di piu’ nel panorama editoriale italiano dove i piccoli fanno sempre maggiore fatica nel dare vivacità al mondo culturale del nostro Paese.
Scopriamo anche che può essere molto facile pubblicare un manoscritto, basta pagare!
Salvo poi vedersi accantonare i propri volumi in una cantina, insieme a tanti altri che magari non sono apparsi neanche una volta sugli scaffali di una qualsiasi libreria.
Appare poco onesto l’atteggiamento di chi chiede denaro in cambio di una pubblicazione, ma anche poco appagante per l’aspirante scrittore.
Credo che sia possibile esordire come autore senza dover pagare un compenso, o almeno lo spero per tutti voi aspiranti scrittori.
Alla prossima.

15 febbraio 2008

CineBook: Senza peli sulla lingua



In una fredda sala di periferia dove l’odore di creolina si fondeva con il profumo di caramello che evaporava dalla pellicola, siamo riusciti a vedere appunto “Caramel”, presentato a Cannes 2007, della giovane, brava, bella (è anche la protagonista), esordiente regista libanese Nadine Labaki
In uno sgangherato istituto di bellezza, un gruppo di donne alle prese con la depilazione (fatta con una miscela di zucchero, limone e acqua che portata ad ebollizione si trasforma in caramello, usato come ceretta), si scambiano confidenze.
Donne di diverse generazioni che parlando di loro stesse danno vita ad un film ironico, intenso e commovente.
In quella parte martoriata del mondo, il Libano è forse il paese più libero ed emancipato ma sono ancora molti i pregiudizi e i vincoli a cui è sottoposto il mondo femminile soprattutto quando si tratta di amore, matrimonio e sesso.
Ma di posti dove le donne possano sentirsi mai giudicate, forse, ve ne sono veramente pochi in tutto il pianeta.
Alla prossima.

Il trailer.